RIPRODUZIONE DEI PRINCIPI DELLA “BUONA BOCCA” TRAMITE BITE

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Autori: Dott.Umberto Stella – Odt.Savino Stella

RIPRODUZIONE DEI PRINCIPI DELLA “BUONA BOCCA” TRAMITE BITE

Nel corso degli anni si è fatta sempre più forte l’esigenza di avvicinarsi per quanto possibile a ciò che sono le bocche naturali: venne infatti introdotto, in sostituzione del concetto di “OCCLUSIONE BILANCIATA”, il principio di “OCCLUSIONE ORGANICA”, in cui si preferiva il rapporto dente a dente piuttosto che il rapporto dente a due denti, seguendo il concetto che il tavolato occlusale debba essere costruito secondo i dettami della ATM.
In natura in vero ciò non si verifica mai e viene molto più spesso riscontrato il rapporto dente a due denti; venne dunque fatto un ulteriore passo, ovvero anziché avvicinarsi a ciò che natura predilige, si decise di imitare ciò che si riscontrava nelle BUONE BOCCHE NATURALI, introducendo il concetto di “BOCCA A GRUPPI DI DENTI RECIPROCAMENTE PROTETTI”, una bocca funzionante a gruppi alternati di denti.
Ecco l’ elenco dei principi di una “buona bocca”

-RAPPORTO SCHELETRICO TRA LE ARCATE IDEALE ED EQUILIBRATO
-DENTI IN ZONA NEUTRA
-FORMULA DENTARIA COMPLETA
-PARODONTO SANO
-BUONI PIANI OCCLUSALI
-OVER-JET E OVER-BITE NELLA MEDIA
-NO USURA
-CUSPIDATURA ED INGRANAMENTO PUNTIFORME
-BOMBE’ CORONALI A SALVAGUARDIA DEL PARODONTO
-PUNTI E SUPERFICI DI CONTATTO INTATTE
-INTERCUSPIDAZIONE CENTRICA
-ASSENZA DI PRECONTATTI
-BEANZA TRA I GRUPPI FRONTALI
-ISCLUSIONE GRUPPI FRONTALI IN ASSENZA DI INTERFERENZE POSTERIORI
-GUIDA CANINA IN ASSENZA DI COLLISIONI CUSPIDALI POSTERIORI SIA DAL LATO LAVORANTE CHE DA QUELLO BILANCIANTE
-DEGLUTIZIONE CORRETTA
-ASSENZA PARAFUNZIONI
-FONESI CORRETTA
-MASTICAZIONE CORRETTA(S.N.C.)

Un elemento importante e assolutamente riscontrabile,è che anche se ciò che è descritto corrisponde in effetti ad una I classe di Angle, ciò non significa che un buon equilibrio non si possa trovare anche in una II o III classe: laddove troviamo variabilità architettoniche spesso i principi sopra descritti vengono per lo più rispettati,anche con naturali modifiche comportamentali che producono infatti i medesimi risultati(guida incisiva corretta anche nelle III classi). Ciò detto non tutte le II e III classi sono da ritenersi patologiche, anzi sarebbero da preservare nel trattamento ortodontico.
Secondo questi principi e regole viene,con un intervento assolutamente conservativo costruito il BITE, in modo da fornire al paziente uno strumento in grado di ripristinare un equilibrio, in grado di proteggere i denti(bruxismo) dall’ usura e di rieducare il sistema neuro muscolare ad una occlusione e deglutizione corretta.

IL CASO

Il soggetto preso in esame è una ragazza di 26 anni, I classe di Angle, normodivergente, bruxista con evidenti segni di usura dentale,lamenta frequenti mal di testa e debolezza.

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Vengono rilevate le impronte e successivamente un arco facciale.

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Ad una prima analisi dei modelli notiamo subito le faccette di usura presenti su canini ed incisivi e la conseguente perdita di dimensione verticale dei denti e quindi l’assenza della beanza tra i gruppi frontali.

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Viene rilevata una non corretta disclusione canina in lateralità destra dovuta ad un precontatto tra 27 e 38

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La guida canina nella lateralità sinistra è invece corretta.

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PROCEDURE DI REALIZZAZIONE DEL BITE

Viene stabilita la dimensione verticale del bite ricostruendo idealmente la dimensione verticale degli incisivi inferiori prima che subissero l’ abrasione: ricordiamoci che dobbiamo mimare la natura.

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I modelli vengono successivamente boxati con la cera e viene colata la resina ottenendo cosi’il bite grezzo da rifinire.

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Nella rifinitura del bite vengono eliminati tutti i contatti superflui mantenendo solo quelli necessari a riprodurre i principi della buona bocca: dopo una prima sgrossatura vengono segnati in azzurro i contatti delle cuspidi di taglio superiori e i contatti dei gruppi frontali, in rosso vengono tratteggiati i rapporti che il bite avra con le fosse dei molari e premolari superiori,mimando le cuspidi inferiori, e in blu le fosse in cui cadranno le cuspidi di stampo dei superiori e i canini.

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Le parti in azzurro vengono scaricate, seguendo sempre i dettami della natura in cui i gruppi frontali
presentano una beanza e chiaramente le cuspidi di taglio sono libere.

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Vengono eseguiti i movimenti di lateralità per eliminare eventuali precontatti ed interferenze precedentemente riscontrati nell’ occlusione della paziente, evidenziati in verde sul nostro bite così come anche le zone corrispondenti alle cuspidi linguali dei premolari inferiori poco rappresentate in natura.

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Il bite viene così finito.

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CONCLUSIONE

Quando l’ortodontista o il protesista saranno coinvolti nel guidare o ricostruire una bocca che ha perso i propri valori gnatologici, il traguardo da raggiungere sarà il modello della BUONA BOCCA NATURALE,e per far cio’,saranno indispensabili buone conoscenze gnatologiche.

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